SKOPJE: UN'ALTERNATIVA LOW COST PER VACANZE INDIMENTICABILI.

October 22, 2018

 

 

Skopje e la sua espressione neoclassica identificabile in un’architettura che sembra volere omaggiare Atene e Roma. 

 

Skopje e le sue moschee d’epoca ottomana, bazar dall’influenza albanese, centinaia di enormi statue che hanno dato corso a diverse opinioni e diviso la popolazione; alcuni le definiscono kitsch in bronzo ad altri invece questa megalomania non dispiace affatto.  

 

Skopje e la sua Porta Macedonia, con il suo stile parigino sembra volere ricordare l’Arc De Triomph a Parigi. 

 

Skopje ed i suoi rossi autobus a due piani che riportano alla mente il background londinese.  

 

Skopje e la sua enorme Croce del Millennio in cima al monte Vodno, un po' come la versione macedone del Cristo Redentore di Rio. 

 

Skopje e la sua ricerca d’identità dopo secoli di dominio e sottomissione. 

 

La sua voglia di riscatto, di una capitale in evoluzione. 

 

 

 

La città di cui parliamo, si trova su un crocevia sudorientale. Tra Grecia e Serbia, Albania, Bulgaria e Turchia. Situata sul fiume Vardar che divide la parte moderna da quella più antica. 

 

 

 

Il 26 luglio 1963, la Capitale subì un terremoto di magnitudine 6,1 che oltre a distruggerla, causò migliaia di vittime.  

La Macedonia è stata un paese privatizzato, con una storia di invasioni, conflitti ed eventi che nel corso dei secoli hanno ostacolato la sua stabilità e prosperità,  un paese che nonostante i ripetuti cambiamenti ha fatto di tutto per risollevarsi con un risultato che “ispira ulteriori battaglie ed a non accettare la sconfitta”, un clima pacifico e ordinato, ottimo per una settimana di vacanza all’insegna della scoperta e del relax.  

 

Un luogo interessante, a tratti stravagante ma che se visitato con le giuste intenzioni lascia un piacevole ricordo, come quello su Macedonia’s Square, dove si viene accolti nel cuore della città da una fontana dalle notevoli dimensioni sormontata da un guerriero e il suo imponente cavallo, circondati da soldati e leoni che dalle loro fauci aperte sputano acqua che la sera si illumina alternandosi nelle sue diverse colorazioni.   

 

 

Nonostante si voglia mantenere anonimo il suo nome, per evitare disguidi con i greci, si tratta lo stesso del famoso stratega e conquistatore, nonché Re della Macedonia, conosciuto meglio come Alessandro Magno, che impugnando la sua spada verso l’alto sembra volere condurre il suo Paese verso un futuro rigoglioso e libero.  

 

 

Il centro di Skopje sembra uscito da un libro di favole, che conquista ancora più fascino all'imbrunire, quando ogni monumento si accende dando inizio ad una magia di luci. 

 

 

 

 

Poco resta dopo la catastrofe, ma ancora alcuni monumenti come moschee, mausolei e bagni testimoniano l’edilizia dell’impero ottomano.  

Come i bagni Daut Pascià risalenti al sec. XV adibiti oggi a galleria d’arte.  

La moschea di Mustafa Pasha che conserva ornamenti floreali e un prezioso mirhab in marmo.  

Ma troviamo anche testimonianze dell’epoca bizantina, come l’acquedotto e i resti della fortezza.  

Musei archeologici dove vengono esposti reperti provenienti dalle località vicine, gallerie contemporanee dove troviamo dipinti e sculture di artisti macedoni e Balcani, un museo etnologico, che se di primo acchito la città sembra priva ancora di una sua identità, lì dentro veniamo investiti da costumi, ornamenti e affreschi che ci riportano alla tradizione popolare.  

 

 

 

Alcuni sostengono che per i lavori di ricostruzione si sia speso una somma equivalente agli 80 milioni di euro, anche se per i più scettici il conto finale potrebbe arrivare a 500 milioni di euro.  

La polemica per il progetto “Skopje 2014”  è principalmente dovuta al fatto che la Macedonia appartenesse ad un gruppo di paesi con un alto tasso di disoccupazione e che non fosse necessario spendere tanto per la ricostruzione, col decorso del tempo però, le persone che ci vivono hanno cominciano ad apprezzare il lavoro svolto, specie quando il turismo ha iniziato ad incrementare dando più visibilità ad una città che prima d’ora non aveva avuto quella che merita.  

Ci troviamo davanti a una moltitudine di statue che, nonostante l’esagerazione, restano l’attrazione maggiore.  

Per lasciare invece la parte moderna della città e raggiungere quella antica, troviamo il Ponte vecchio – resistito al terremoto –  ma anche l’Art Bridge di recente costruzione costellato da statue dedicate per lo più ad importanti artisti macedoni. 

 

 

Passando dunque per il “Guerriero a cavallo” arriviamo a “Filippo II di Macedonia” situato nella parte opposta e anche lui piuttosto imponente, col braccio alzato in modo trionfale che sembra rivolgerci il suo saluto. Al cospetto gli immancabili guerrieri e leoni, simbolo di potere e forza. La location del monumento si trova andando oltre il fiume. 

 

 

E ancora, enormi fontane a più livelli, cavalli e madri che allattano. 

 

Noterete anche, passeggiando lungo il fiume, una statua particolare che ritrae una figura femminile tuffarsi nell’ acqua e due galeoni di cui uno riservato come ristorante.          

 

 

Insomma, sculture e attrazioni di ogni tipo che soddisferanno anche i più diffidenti. 

Ma andando oltre... 

Skopje offre chicche per chiunque voglia conoscerla, ed il centro storico è una di quelle.  

Tutto ruota intorno al vivace “vecchio bazar”dove troverete piccoli negozi ospitati in bassi edifici che si allineano lungo le strade acciottolate.                                                                                                                                                                                                              

 

                                                

Dove oltre a respirare familiarità e cordialità , verrete accompagnati dall’odore più genuino della loro cucina, infatti sarà l’olfatto a guidarvi verso la scoperta di nuovi sapori tipici, come al Vavilon che con una spesa di 1000 dinari equivalente a 16 euro, mangerete carne, verdura e formaggi alzandovi dal tavolo abbondantemente soddisfatti.  

 

 

 

 

Di giorno o di notte, la città vecchia è bellissima. 

Montagne, sentieri escursionistici, parchi, locali di ogni etnia e discoteche all’aperto.  

Università, teatri, musei, moschee, chiese, arte e musica, alla Ex Jugoslavia non manca proprio nulla.  

Una delle destinazioni più economiche d’Europa dove vale la pena trascorrervi una settimana per scoprirla in ogni sua sfaccettatura.  

Potendo soggiornare in un Hotel a tre stelle - vedi il Rose Diplomatique -  per 25 euro a notte, colazione compresa e trovare voli davvero economici con la compagnia Wizz Air - è possibile prenotare un volo da Roma Ciampino per Skopje a partire da 50 euro a persona. -  

 

E non scordate di prenotare su Tripadvisor un tour di mezza giornata per visitare il fiume Treska dove si estende tutto il Canyon Matka, un luogo per passeggiare ma anche per gli appassionati di Kayak e di escursioni per raggiungere le alture circostanti dove potersi infine rilassare mangiando nel ristorantino oppure consumando il pranzo nelle apposite aree attrezzate.   

 

 

 

 

 

 

Dulcis in fundo, non potete tornare a casa senza avere prima visitato Ohrid, più difficile da raggiungere ma che non vi deluderà affatto.  

Cuore della macedonia e patrimonio dell’Unesco. Un gioiello con le sue chiese bizantine, villaggi e acque limpide. 

Scorci che lasciano a bocca aperta, un luogo incontaminato che conserva il lago più antico d’Europa insieme ad una suggestività che difficilmente troverete da altre parti. 

 

 

 

 

Che fossero le statue, la loro integrità, la purezza dei loro panorami, gli automobilisti con tantissimo senso civico, le strade pulite, che fosse la lingua, la gente che urlava entusiasta “ital’janskij” ogni volta che dicevamo di essere italiani; che fosse per il tassista, che scoprendo non avessimo assaggiato il baklava – dolce tipico – ci ha direttamente portati al negozio di sua mamma per offrircelo, che fosse per questo e per tanto altro ancora, quando ci siamo avviati per il gate di ritorno, ci ha investiti un senso di tristezza nel lasciare il nostro nuovo amore.

 

Arrivederci, Skopja!

                           

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