IMMIGRAZIONE; IL NUOVO TREND ESPIATORIO COMUNE.

January 5, 2019

 

Il sociologo americano americano William Thomas spiegava: « se si ritiene che le persone di colore siano “costituzionalmente” ignoranti, non saranno predisposte scuole per loro. Di conseguenza, non potendo frequentare scuole che non esistono, le persone di colore diventeranno ignoranti».

Negando ogni possibilità d'integrazione, si nega ogni possibilità di sussistenza civile, di crescita, di sviluppo, e benché il fascismo sia finito 70 anni fa, nel panorama politico italiano e culturale sembra  aleggino sempre atteggiamenti filo fascisti di intolleranza e discriminazione.
I politici sanno che cosa vogliono demolire ma non sanno  che cosa vogliono costruire, se non il facile consenso. Sono molto “contro”, ma non è chiaro per che cosa siano “pro”.

Si torna a parlare dell’immigrazione, ammesso che si sia mai smesso di parlarne.
“Gli immigrati sono il male dell’Italia” è la frase che generalmente spopola sotto qualsiasi video o post pseudo xenofobo nonostante si mascheri bene per modesto buon senso.
Ma è proprio così?
Nessuno vuole minimizzare che lo sbarco in massa di centinaia di migliaia di persone dia problemi e richieda spese e investimenti, e questo dovuto timore dei cittadini non va sicuramente liquidato con sufficienza.
Però, la domanda che sorge spontanea ultimante è se davvero ci si voglia convincere che loro siano il principale problema del Bel Paese.

È diventato legge il decreto sicurezza di Salvini. Una legge che taglia i centri d’accoglienza e abolisce la protezione umanitaria.
Se da una parte l’obiettivo di questo provvedimento è quello di far fare un passo in avanti all'Italia a livello di sicurezza riducendo i costi di un’immigrazione esagerata, dall'altro sembra, a molti, essere una tattica per virare allo scontro sociale.
Le stime promesse da Salvini erano quelle di riuscire ad rimpatriare almeno 600.000 immigrati.

Numeri sicuramente alti che portano le persone a chiedersi se questa promessa sia più facile a dirsi in un comizio, che a svolgersi nei fatti.
Per avvicinarsi ad una risposta basti guardare come il sistema non abbia funzionato finora, o, almeno, come abbia funzionato a stento.
Un rimpatrio può arrivare a costare anche 8.000 euro a migrante. Facendo due calcoli, per 500mila irregolari, servirebbero circa 4 miliardi di euro.
Se vogliamo essere intellettualmente onesti, sembra chiaro che questo decreto pecchi tantissimo a livello di praticità e che produca più insicurezza nei cittadini sia ormai un dato di fatto.

“Siamo stanchi di essere oppressi” ma dislocarsi dal “fenomeno” è la soluzione?
Perché un immigrato dovrebbe essere una piaga della società?
L’immigrato porta criminalità, ruba il lavoro.
L’immigrato costa troppo.
Le stime di spesa per l’accoglienza nel 2018 sono state di circa 4,7 miliardi di euro.
Una somma importante senza alcun dubbio, ma cosa diciamo della corruzione italiana che costa circa 100 miliardi l’anno insieme all’evasione fiscale che ne costa 111 miliardi?
Gli italiani sono stati e sono tuttora tra i maggiori esportatori al mondo di criminalità.
La mafia ha messo radici in America, Francia, Germania, ovunque.
E se è proprio il clandestino delinquente a incrementare la criminosità, perché nel 2016 i reati in Italia sono calati, proprio quando l’immigrazione aumentava?

Sembra che, dopotutto, i conti non tornino.
Stiamo parlando del fatto che in questo periodo il numero degli stranieri residenti in Italia sia passato da circa 3 milioni a poco più di 5. Nel frattempo, tutti i principali indicatori con cui si misura la criminalità sono diminuiti.
La microcriminalità arruola manovalanza tra i disperati, quindi spesso tra i migranti. Ma se si volesse essere sinceri con sé stessi e meno omertosi bisognerebbe chiedersi se davvero il problema principale per la sicurezza Italiana siano solo i criminali da strada.
La sicurezza Italiana non  è forse minacciata prima di tutto dalle nostre grandi mafie?
Mafia, ‘Ndrangheta, Camorra e Sacra Corona Unita sono mali di cui sono responsabili criminali italiani e sembra che nel momento di puntare il dito contro qualcosa o qualcuno, tutti se ne dimentichino.
Quello detto fin qui compendia una serie di ovvietà che tuttavia è bene ripetere perché, a quanto pare, ciò che è ovvio e scontato secondo la logica, non lo è altrettanto secondo il sentire comune.
Le priorità degli italiani e dei politici, sembrano volere orientare i propri interessi e il proprio voto in diversivi per allontanarsi dalle proprie responsabilità, indirizzando il malcontento degli elettori su un bersaglio facile quale appunto l’immigrato.
Qual è stato il trend topic del 2018?
Non la corruzione, né l’evasione fiscale, ma l’immigrazione.
Cos'è che ha orientato il voto nel 2018?
L’immigrazione.
Se portassimo le statistiche sulla corruzione ed evasione ai livelli fisiologici, in 20 anni si potrebbe azzerare il debito pubblico, ma sembra che dedicare tempo a dare addosso allo straniero sia una scelta più proficua e facile. 

E i politici? Loro ringraziano.

L’immigrazione è un fenomeno naturale che non si può arrestare in nessun modo, se non intervenendo alla fonte, nei paesi di origine. Ma si sta dando ad intendere che intervenire nei paesi di origine sia una soluzione facile. Anche organizzando un buon piano di interventi ci vorrebbero anni perché il fare dia i suoi frutti. Stiamo parlando di paesi in guerra, spesso senza esecutivi politici ufficiali o, nella migliore delle ipotesi, di paesi economicamente sottosviluppati con forti problemi di corruzione.
Inoltre ci si dimentica, da buoni cittadini che sia un diritto di chiunque quello di potersi giocare la carta della salvezza in un paese dove esiste la possibilità di miglioramento o per una grandissima parte degli emigrati, di rifugio.

Sono otto gli Stati che in sede europea hanno annunciato di non aderire al Global Compact for Migration, tra cui il Gruppo Visegrad, Paesi di area balcanica, oltre che ad Australia, Israele, Stati Uniti e Brasile.
Alcuni di questi Paesi sono stati la piattaforma di partenza di profughi e di immigrati durante e dopo la Guerra Fredda, per questo motivo sorge spontaneo chiedersi come possano aver dimenticato il loro non così remoto passato.
Poco più di 20 anni fa la Croazia era nel bel mezzo di una guerra contro Belgrado per ottenere l’indipendenza; anche qui, possibile che i croati si siano dimenticati del loro passato prossimo dove molte persone dalle zone di guerra, onde evitare di finire in qualche fossa comune, sono dovute fuggire, anche all’estero, anche in Italia?
L’Italia, dulcis in fundo, è stata una Nazione che tra Ottocento e Novecento ha esportato più immigrati che altro, eppure anche in questo caso si è fatto tabula rasa del curriculum storico.
Se l’italiano è la seconda lingua ufficiale di ben due Stati federati del Brasile non è perché agli abitanti del Santa Catarina e del Rio Grande do Sul piacesse particolarmente il dialetto veneto.

Quando si tratta di coscienza pare che tutti abbiano la memoria corta.

Ma per non dimenticare, bisognerebbe sempre ricordare che buona parte delle colpe per le attuali condizioni dell’Africa sono da ricercarsi in uno sfruttamento irresponsabile da parte dei paesi occidentali, e quindi non è che forse si stia pagando dazio?
In ogni caso, non è necessario cadere in ovvie constatazioni come non lo è vedere tutto necessariamente bianco o nero. Non è indispensabile cavalcare il malessere diffusosi piuttosto che cercare una soluzione intelligente. Magari pretendendo con più forza che l’Europa si faccia carico della sua parte, studiando un serio piano di integrazione e migliorando il sistema di accoglienza in termini di schedature e sicurezza.
L’Italia è un Paese che non ha mai capito d’essere una Nazione, intesa per lo più in senso civico e di valori morali. Una Nazione che non ha mai capito che la Democrazia è responsabilità e che troppo volentieri tende a dimenticarsi della Costituzione e della carta dei diritti umani.

E per concludere, negli ultimi venti anni ci si ricorda forse di un governo incentrato così ferocemente, visibilmente, con tacito consenso del popolo, sulla lotta contro la mafia?
Dopotutto, pare sia il caso di farsi qualche domanda.

 

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